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I sepolti vivi - La rivolta della Ciavolòtta

Luglio 1954. Licenziati per esigenze di bilancio, ventisette minatori decidono di occupare la miniera di zolfo della Ciavolòtta, nella Sicilia sud-occidentale. L’autore, attraverso la voce del surfaràro Michelangelo Fanello, detto Michilà, narra i cinque mesi di lotta, tra patimenti fisici e psicologici, tensioni interne e pressioni esterne, attenuate solo dalla solidarietà della popolazione che aspetta con ansia il ritorno dei lavoratori e non smette di sperare in una risoluzione della vicenda. Una storia che coinvolge i partiti, i sindacati, il mondo operaio e quello dei padroni. Una realtà che, sia pure in forme differenti, è ancora oggi attuale e merita di essere conosciuta perché il “passato non è mai passato”.

 

Nato a Palermo nel 1969, Giacomo La Russa vive ad Agrigento dove esercita la professione di avvocato. Ha già pubblicato La storia di Jason.

L’opera I sepolti vivi – La rivolta della Ciavolòtta è stata finalista alla IX edizione del “Premio internazionale di letteratura città di Como 2022”.

I sepolti vivi - La rivolta della Ciavolòtta

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