Milagros Branca: Storia di Uliviero


Siamo tutti Uliviero. Puglia 1927, c’è un amore, un amore giovanile tra Nennella e Baldovino. Il frutto di quell’amore viene affidato alle braccia di un ulivo secolare. Poi c’è il destino, insondabile, imprevedibile. L’albero viene sradicato furtivamente e attraversa l’oceano, lascia la frazione Santa Lucia in Campo in Puglia e giunge a Santa Lucia in California, una singolare omonimia, primo segnale di un destino alquanto bizzarro. Ad Amerigo Daccorsi, ricco possidente terriero di origini italiane, pare un miracolo mandato dal cielo, lui voleva semplicemente un pezzo della sua cara terra d’origine da inserire nel suo uliveto. Il neonato gli sorride e non poteva che chiamarlo“Uliviero”, nome storpiato da Amerigo che non è padrone della lingua italiana. Non seguendo le orme del padre adottivo, Uliviero diviene un fotografo molto apprezzato negli ambienti artistici newyorchesi e ci accompagnerà, facendo da collante durante tutta la storia, nella Venezia di Peggy Guggenheim, nella Roma dei salotti letterari, a Cinecittà, tra i casting dei colossal, a Hollywood, nelle gallerie americane degli anni ‘50. Colpisce la voce di Milagros Branca, mai scontata, sempre delicata, che ci mostra un universo dove tutto era ancora possibile, dove tutto doveva ancora accadere, dove le ambizioni artistiche avevano sterminate praterie per potersi esprimere.

E poi c’è sempre un disegno che accompagna la vita di Uliviero, una vita segnata da un destino insondabile, ineluttabile, che a volte compie giravolte tanto contorte da sembrare impossibile. Come fossero nastri dorati di ballerine, i suoi giorni, volteggiano, s’increspano, si attorcigliano e poi si rivelano nel loro incredibile bagliore. E anche noi, come Uliviero, abbiamo un’ancestrale tronco di ulivo a cui siamo stati consegnati. Perché in fondo siamo tutti Uliviero.

Baldassare Lobue

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